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Attenzione alle zecche!

Dal primo sole primaverile fino all’autunno inoltrato, insetti, acari e simili sono una presenza costante di escursioni e scampagnate. Se il contatto e/o la puntura di questi piccoli abitanti dei prati causano di norma solo un disagio passeggero e, a parte nei soggetti allergici, gonfiore e prurito non sono sintomi di malattia, particolare attenzione va riservata alle
zecche.

Cosa sono: piccoli acari le cui dimensioni variano da 2 a 8 mm, non volano ma si lasciano cadere da alberi e cespugli e giunte sull’ospite, animale o uomo, bucano la pelle e succhiano il sangue. La puntura di zecca non è di per sé dolorosa né pericolosa ma questi piccoli parassiti mentre si nutrono, possono essere portatori di gravi malattie quali la malattia di Lyme o l’encefalite da zecche o TBE.

Dove vivono: si trovano soprattutto in ambienti umidi su piante, cespugli o nell’erba, sui sentieri poco battuti e nelle zone dove la fauna selvatica è molto presente ad altitudini inferiori a 1400 metri, tuttavia ultimamente popolano anche i parchi e le aree verdi in città.

Come proteggersi:

  • indossare indumenti che coprano il più possibile, calzature alte e chiuse;
  • applicare prodotti repellenti su pelle e vestiti;
  • camminare al centro dei sentieri, cercando di evitare il contatto con erba alta e cespugli;
  • dopo ogni escursione controllare attentamente ogni parte del corpo;
  • controllare e spazzolare sempre gli indumenti indossati.

…e in caso di puntura:

  • rimuovere la zecca il prima possibile;
  • prima di procedere non applicare sostanze come olio, etere o altro e non toccare la zecca con le mani;
  • utilizzare una pinzetta e afferrare la zecca vicino alla cute, tirare delicatamente fino al distacco evitando di schiacciare il parassita;
  • disinfettare o lavare con acqua e sapone.

La rimozione tempestiva non dà purtroppo la garanzia che non sia avvenuto alcun contagio: è necessario rilevare la presenza di sintomi di infezioni per un periodo di 30/40 giorni. Se la zecca che ci ha punto non era infetta, non sono necessari altri interventi dopo la rimozione ma nel dubbio è opportuno annotare la data del morso e osservare per i giorni consigliati  eventuali reazioni.

La malattia di Lyme: dopo un periodo che va da 3 a 30/32 giorni, si manifesta nella zona della puntura un alone rosso che tende ad allargarsi. I sintomi sono simili all’influenza, con febbre e dolori articolari. È importante consultare il medico che prescriverà gli esami del caso e una terapia antibiotica. Se non trattata può evolvere anche a distanza di mesi in disturbi
più gravi alle articolazioni, al cuore e al sistema nervoso.

La meningoencefalite da zecche o TBE: dopo 4/28 giorni si manifestano sintomi simili all’influenza che possono evolvere con febbre alta, forte mal di testa fino alla meningite o encefalite che può causare serie complicanze neurologiche a lungo termine. È doveroso il consulto medico che valuterà un eventuale ricovero ospedaliero.
Per la TBE è disponibile un vaccino, consigliato soprattutto a soggetti a rischio quali forestali, boscaioli ecc. ma anche a chi si reca in montagna abitualmente, specie se in zone dove è stata accertata la presenza di zecche infette.

Fonti: www.apss.tn.it
www.ulss.tv.it

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