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Bere acqua è importante anche per il nostro cervello

Che bere sia importante, è cosa ben risaputa.

Ma c’è di più. Esisterebbe una correlazione tra la disidratazione e il calo delle funzioni cognitive. Uno studio pubblicato sul Journal of Cerebral Blood Flow and Metabolism ha evidenziato come una perdita di acqua che corrisponda al 5% del peso corporeo può influire sulle attività neurali, con impatti negativi sulla memoria a breve termine, sull’attenzione e sul tempo di reazione.

Una tesi, questa, che avvalora i precedenti studi sull’argomento che già da tempo avevano evidenziato come la disidratazione incidesse sulla capacità di pianificare il lavoro o di elaborare concetti complessi.

Bere è importante sempre: l’acqua è un elemento fondamentale al mantenimento delle fisiologiche funzioni dell’organismo. Spesso però ci si
ricorda di farlo solo in presenza di situazioni che determinano abbondante sudorazione, ad esempio quando si pratica attività sportiva o durante le
calde temperature estive. In queste condizioni è più che mai importante reintegrare le perdite di liquidi e, se necessario, assumere integratori salini che possano contribuire a ridurre lo stato di spossatezza e affaticamento indotti da un’eccessiva sudorazione.

Agli effetti negativi della carenza di acqua sono particolarmente soggette alcune categorie di persone, tra cui anziani e bambini ma anche pazienti
con patologie croniche quali diabete e malattie cardiovascolari.

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