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Consigli per aiutare i bambini a dormire

 

La gioia e la felicità per la nascita di un figlio, lasciano a volte il posto all’incomprensione e al nervosismo di fronte ad un bambino che scambia la notte per il giorno o che si sveglia in continuazione.
Al 74° Congresso della Società Italiana di Pediatria, un focus sui disturbi del sonno in età pediatrica ha messo in evidenza come il 25% dei bambini sotto i 5 anni soffra di disturbi del sonno, mentre dopo i 6 anni e fino all’adolescenza la percentuale si attesta intorno al 10-12%.

 

 

Nel mondo occidentale i ritmi frenetici, l’aumento di luci artificiali, l’utilizzo di strumenti elettronici possono turbare il ritmo sonno/veglia
anche dei più piccoli, con effetti negativi sulla salute e sulla qualità di vita del bambino e conseguentemente dell’intero nucleo familiare.

Escludendo le cause organiche e/o l’eccessiva ansia e apprensione dei genitori che influiscono negativamente sul sonno e sulle fasi dell’addormentamento, possiamo adottare alcune semplici regole e tecniche  comportamentali per favorire un “buon sonno” dei bambini:

  • rispettare l’orario: non è bene variare il momento della “nanna” secondo le proprie esigenze, è la famiglia che deve adattarsi ai ritmi del bambino e non viceversa;
  • far dormire il piccolo sempre nello stesso ambiente, adeguatamente preparato, con luce soffusa e senza device accesi;
  • rispettare gli orari dei pasti adeguandosi ai ritmi del nido o dell’asilo;
  • non usare tablet o dispositivi elettronici dopo cena;
  • evitare sostanze eccitanti dopo le ore 16: no a the e cioccolata;
  • favorire una dieta equilibrata, ricca di fibre, pesce azzurro, verdure, cereali;
  • durante i risvegli notturni evitare di somministrare troppi liquidi (latte, camomilla) e preferire un oggetto consolatorio quale il peluche preferito;
  • non abituare il bambino ad addormentarsi nel “lettone”.

La routine e tanta pazienza sono le carte vincenti perché i piccoli acquisiscano un’autonomia di addormentamento anche negli anni successivi.

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