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Ecosistema vaginale

Nel periodo che va dalla prima mestruazione fino all’inizio della menopausa, il pH vaginale assume valori compresi tra 3,8 e 4,5, grazie soprattutto all’importante ruolo svolto dai lattobacilli. Si tratta di microrganismi in grado di provvedere alla produzione dell’acido lattico e responsabili del rilascio di sostanze ad attività battericida: in queste condizioni risulta inibita la crescita di microrganismi patogeni, principale causa di infezioni quali vaginiti.

L’acidità locale varia tuttavia a seconda delle diverse fasi della vita della donna, soprattutto in relazione a fattori ormonali, con diverse ripercussioni su predisposizione a infezioni o ad altri disturbi intimi. Al variare dell’età cambia infatti la composizione della flora vaginale, in particolare per quanto riguarda la presenza di lattobacilli. Questi risultano pressoché assenti nella prima infanzia e nella fase prepuberale, sono abbondantemente presenti in età fertile per poi diminuire nuovamente con l’arrivo della menopausa, momento nel quale il pH vaginale assume valori più alti, meno acidi.

Importante:

  • il lavaggio delle zone intime dovrebbe essere effettuato da davanti verso dietro;
  • La scelta del corretto detergente intimo deve tenere in considerazione la fase di vita della donna, così da non alterare i valori di pH;

Attenzione:

  • l’uso di saponi, bagnoschiuma e docciaschiuma particolarmente aggressivi o di deodoranti vaginali può essere causa di vaginiti allergiche o irritative;
  • l’utilizzo di biancheria intima sintetica o troppo aderente aumenta l’umidità dell’area vaginale, creando l’ambiente ideale per la crescita di batteri patogeni;
  • malattie sistemiche come il diabete, oppure l’uso di contraccettivi, antibiotici o stati di stress potrebbero causare alterazioni dell’habitat vaginale.
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