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Gambe pesanti: non solo un problema estetico

Per molti anni l’insufficienza venosa-cronica degli arti inferiori è stata considerata soprattutto una condizione estetica che colpisce prevalentemente il sesso femminile. Ai primi stadi si manifesta con pesantezza e gonfiore, crampi notturni, capillari evidenti, dolore pulsante, prurito, specialmente verso la fine della giornata.
Per capire come prevenire o curare questa patologia è necessario comprendere il funzionamento delle vene delle gambe. Il sangue venoso per ritornare al cuore deve superare la forza di gravità e necessita della spinta dei muscoli che comprimendo i vasi, forzano il sangue verso l’alto aprendo delle valvole che bloccano il flusso in senso contrario, ossia verso il basso. Questo meccanismo viene compromesso quando la parete delle vene si deforma e le valvole non riescono a svolgere la loro azione. Questo avviene negli anni, a seguito di un processo infiammatorio. Scarsa attività muscolare e sedentarietà favoriscono questo problema. Quando la parete venosa cede longitudinalmente, si creano delle “serpentine”, visibili come vene varicose. L’edema e la stasi interferiscono negli stadi avanzati con l’apporto di ossigeno e nutrienti ai tessuti, con conseguente necrosi nelle ulcere varicose.

L’approccio terapeutico prevede l’uso di sostanze venotoniche, antinfiammatorie e che riducono la permeabilità dei capillari riducendo l’edema. Si tratta di sostanze di origine vegetale, come ad esempio l’escina, estratta dall’ippocastano, o i flavonoidi estratti dagli agrumi, contenenti diosmina, denominati spesso come “frazione flavonica micronizzata”. Nel caso di uno stadio che presenta vene varicose, le calze elastiche compressive rappresentano la base del trattamento, in quanto riducono il
dolore e prevengono la formazione di ulcere.

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