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I fumatori sottostimano il loro rischio

Uno studio pubblicato sul Journal of Cognitive Psychology (2017) evidenzia come i fumatori posticipino nel tempo l’eventualità di verificarsi di conseguenze sia lievi (es. denti gialli, alitosi) che gravi (es. cancro ai polmoni, ictus). Un dato, questo, che risulta influenzato da una personale percezione del rischio ma anche dalla paura di sviluppare realmente condizioni correlate al fumo. Non solo, i fumatori attribuiscono anche meno valore ai benefici futuri dovuti all’astinenza dal fumo.

Da queste analisi emerge l’immagine di una percezione distorta nei fumatori riguardo le reali conseguenze dannose per la salute, aprendo il dibattito sul fatto che questi siano dei decisori razionali e consapevoli rispetto al comportamento del fumo.

Smettere di fumare è un investimento in salute perché consente di ridurre il rischio di sviluppare molte condizioni patologiche. Le evidenze dimostrano che maggiore è il supporto che si riceve, più è alta la probabilità di smettere di fumare in modo definitivo. È bene ricordare che le prime 24 ore dall’ultima sigaretta sono le più difficili e nei primi 4 giorni sono più intensi i sintomi dell’astinenza, che tendono ad attenuarsi dalla prima settimana al primo mese, mentre sensazioni di malessere (come affaticabilità, irritabilità, difficoltà di concentrazione, aumento dell’appetito, ecc.) possono persistere anche per alcuni mesi.

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