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Infezione da papillomavirus umano

Il carcinoma della cervice uterina (collo dell’utero) è il secondo tumore più diffuso nelle donne ed è riconducibile ad un’infezione da Papillomavirus umano. In Italia colpisce circa 3.500 donne ogni anno.

In natura esistono oltre 120 tipi diversi di Papillomavirus (HPV), la maggior parte di questi è responsabile di lesioni benigne come i condilomi.

Non tutte le infezioni da HPV, infatti, producono lesioni che poi possono evolvere in cancro: la maggior parte di esse è temporanea e regredisce spontaneamente. Soltanto quelle che diventano croniche possono trasformarsi nell’arco di 7-15 anni in una lesione tumorale.

L’infezione si trasmette soprattutto attraverso i rapporti sessuali, ma anche per semplice contatto nell’area genitale.

Grazie alla diagnosi precoce attraverso i programmi di screening (Pap test e HPV test) e alla vaccinazione, la mortalità si è ridotta drasticamente. In particolare, la vaccinazione si è dimostrata molto efficace soprattutto se effettuata prima dell’inizio dell’attività sessuale, ossia prima di un eventuale contagio con il virus.
È fondamentale tuttavia ricordare che il vaccino non sostituisce lo screening (raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni).

Sebbene spesso sottovalutato, l’infezione da HPV è una realtà importante anche nella popolazione maschile: in entrambi i sessi può infatti essere causa di tumori anali e oro-faringei.

La campagna vaccinale contro l’HPV è indirizzata agli adolescenti di entrambi i sessi, preferibilmente intorno agli 11 e i 12 anni di età.

 

Fonti: http://www.salute.gov.it ; https://www.who.int/

 

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