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Pet therapy

Gli animali da compagnia hanno sempre avuto un ruolo importante nella vita dell’uomo. Nel 1962 fu lo psichiatra infantile Boris Levinson a coniare il termine “pet therapy”,
avendo notato come, per alcuni bambini suoi pazienti, il legame affettivo con il proprio cane, costituisse un miglioramento nelle relazioni interpersonali e nelle difficoltà di
comunicazione.

La pet therapy consiste in un’interazione tra un animale addestrato e una persona con problematiche diverse, che possono essere di natura psicologica o fisica.
Da anni in alcune strutture sanitarie questa pratica è in uso con diversi animali, dai cani ai conigli agli asini e i risultati clinici, anche se non sempre possono esse scientificamente
correlati alla presenza/attività dell’animale, hanno dimostrato che si può parlare di “coterapia”, utile per il miglioramento della vita dell’individuo malato.

Uno studio recente, condotto su bambini fortemente stressati, ha dimostrato un miglioramento dei parametri clinicamente rilevabili: se per un bambino sano, crescere con un animale ha un effetto positivo sullo sviluppo emotivo, cognitivo e sociale, il contatto con animali appositamente addestrati crea nei piccoli pazienti, tranquillità e sicurezza, aumentando l’autostima, l’indipendenza, l’autocontrollo, la socialità e diminuendo la depressione.
La pet therapy è in sostanza una sorta di psicoterapia e le ricerche degli ultimi anni sono volte a dimostrare clinicamente i vantaggi della terapia assistita con animali.

 

Fonti: J. Child Adolesc Psychol-2018
Associazione ASPIC Psicologia

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