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Prevenire e trattare le emorroidi

Con il termine emorroidi si fa in genere erroneamente riferimento ad una patologia: in realtà sono dei cuscinetti di tessuto situati all’interno del canale rettale aventi una funzione di controllo su evacuazione e continenza. Talvolta possono gonfiarsi determinando l’insorgenza di sintomi quali prurito, dolore e bruciore ed è in questi casi che si parla quindi di malattia emorroidaria. Le cause sono legate a fattori di diversa natura di tipo sia anatomico che meccanico. Innanzitutto, nel tempo il supporto del plesso emorroidario si indebolisce, esponendo il tessuto all’esterno del canale anale, dove è soggetto a lesionie possibili sanguinamenti. Molto spesso sono associate ad uno stato di costipazione e pertanto la loro prevenzione si basa innanzitutto sull’adozione di uno stile di vita in grado di favorire la regolarizzazione della funzionalità intestinale. Anche la gravidanza costituisce un fattore di rischio, sia per l’aumentata pressione sui vasi pelvici che per la stipsi che generalmente la caratterizza.

Il trattamento varia a seconda dell’entità: nei casi più gravi, recidivanti o con sanguinamento profuso è opportuno l’invio al medico per la valutazione di un eventuale intervento chirurgico.

  • Nei casi meno complicati, nelle fasi iniziali può essere utile l’applicazione di impacchi freddi.
  • Passata la fase acuta, semicupi tiepidi possono favorire il riassorbimento delle formazioni emorroidarie.
  • Il riposo in posizione sdraiata aiuta a ridurre i sintomi dolorosi.
  • L’abbondante assunzione di liquidi, cereali preferibilmente integrali, legumi, frutta fresca, integratori a base di fibre favorisce la regolarizzazione del transito intestinale e riduce il rischio di emorroidi associate a stipsi.
  • È raccomandata massima cura dell’igiene perineale attraverso l’utilizzo di detergenti delicati.
  • In caso di costipazione, evitare eccessivi sforzi evacuativi e tempi prolungati in posizione seduta sul WC e se opportuno ricorrere a clismi, evitando se possibile quelli a base di glicerina che a causa dell’azione disidratante potrebbero avere un effetto irritante.
  • A livello locale l’infiammazione e il prurito anale possono essere alleviati con l’utilizzo di creme e supposte a base di cortisonici, anestetici locali, flebotonici (ippocastano, rusco, vite rossa, amamelide, centella), agenti con azione lenitiva e antinfiammatoria.

Fonte: Inquadramento clinico e gestione dei disturbi minori in farmacia – Sifac

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