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Raffreddore: nei bambini il contagio è più facile

La popolazione pediatrica è particolarmente suscettibile al rischio di contrarre un raffreddore soprattutto a causa di un sistema immunitario “immaturo” che non ha ancora sviluppato un’adeguata forma di difesa alle comuni infezioni.
Il raffreddore può essere causato da più di 100 virus, tipicamente Rhinovirus.
I sintomi (scolo o congestione nasale) possono presentarsi nei bambini sino a 7-10 volte all’anno, rispetto alle 2-5 degli adulti: crescendo,
infatti, aumenta l’immunità e le ricadute diminuiscono.
La frequentazione di luoghi di comunità (scuole, asili) e quindi il contatto con altri bambini innalza il rischio di contagio: per loro natura è più probabile che i piccoli non facciano attenzione a coprirsi la bocca durante uno starnuto o un colpo di tosse, che dimentichino l’importanza di lavarsi le manine o almeno di non metterle in bocca, o che non siano ancora abbastanza autonomi per farlo.
La trasmissione avviene infatti oltre che per via aerea anche attraverso il contatto diretto con superfici infette, sulle quali alcuni virus possono sopravvivere anche per ore: oggetti come giocattoli e ciucci possono costituire un mezzo per il contagio (per questo vanno frequentemente puliti).

Nella maggior parte dei casi il raffreddore rappresenta un fastidio più che un pericolo. Tuttavia è importante rivolgersi al medico nel caso di bimbi particolarmente piccoli o comunque in presenza di sintomi quali:

  • mal d’orecchi;
  •  tosse persistente e respiro difficoltoso;
  • muco nasale di consistenza densa e persistente nel tempo;
  •  occhi rossi;
  •  stato di agitazione/irrequietezza inusuale e se il bimbo si rifiuta di mangiare o non
    accetta liquidi.

La flora batterica non è solo quella intestinale: ricercatori dell’Università di Basilea, hanno evidenziato che la durata del primo raffreddore dei bambini dipende dal microbioma nasale. Più è vario, più rapida è la guarigione. La durata dei sintomi di questa prima infezione non è stata invece associata al tipo di virus che l’ha causata.

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