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Stipsi: approccio terapeutico

Si parla di stipsi (detta anche stitichezza) quando si registra una ridotta frequenza di evacuazioni, ma anche quando questa risulta difficoltosa o incompleta (o viene percepita come tale).

Nella maggior parte dei casi, la stitichezza, soprattutto se occasionale, non è una patologia importante, anche se molto fastidiosa. È dovuta soprattutto a errori nell’alimentazione (poca frutta e verdura, poche fibre, idratazione insufficiente, ecc.) o ad abitudini non corrette (vita sedentaria, scarsa attività fisica, tendenza a reprimere lo stimolo, ecc.).

La stipsi interessa un po’ tutte le fasce d’età, però è più frequente in certi fasi della vita come nella donna in gravidanza, nei bambini nella fase dello svezzamento o quando iniziano ad usare il “vasino” e soprattutto negli anziani, spesso quale effetto secondario ed indesiderato delle terapie che devono seguire o alla sedentarietà.

In caso di stipsi da transito rallentato, se l’aumentato apporto di acqua e fibre non ha dato i risultati sperati si può ricorrere a:

  • lassativi formanti massa che aumentano il volume delle feci (psyllium, metilcellulosa, glucomannano, agar, crusca…);
  • ammorbidenti fecali come i vari oli (ad es. di paraffina, di ricino, di mandorle dolci);
  • lassativi osmotici che richiamano acqua nell’intestino (salini, carboidrati non assorbibili).

Gli stimolanti la motilità intestinale dovrebbero essere riservati ad un impiego eccezionale (ad es. senna, cascara, aloe, rabarbaro, sodio picosolfato, bisacodile), in quanto un uso prolungato danneggia la parete intestinale e causa dipendenza.

Se la stitichezza è dovuta a difficoltà di espulsione delle feci, si utilizzano microclismi o supposte, evitandone un uso troppo frequente che potrebbe scatenare o peggiorare emorroidi o ragadi anali.

La stipsi può essere anche sintomo di patologie gravi. È necessario ricorrere in tempi rapidi al medico in presenza di:

  • un’alterazione improvvisa dei propri ritmi fisiologici;
  • un’alternanza di stitichezza e diarrea;
  • dolori addominali;
  • sangue nelle feci;
  • sintomi quali febbre, dimagrimento non giustificabile, astenia, ecc.
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