La psicoterapia, in particolare se affiancata alla fisioterapia, sembra essere di aiuto a persone con lombalgia cronica, stressate dalla loro condizione. Sono i dati di un piccolo studio pilota, pubblicato sulla rivista online BMC Musculoskeletal Disorders, finanziato dalla Arthritis Research UK che potrebbe aprire la strada ad uno studio clinico più ampio sull’efficacia della combinazione fisioterapia e psicologia per migliorare la salute e la qualità della vita nei pazienti, e per ridurre i costi dei trattamenti a lungo termine.

Mal di schiena: affrontare il disagio psicologico

La ricerca del Royal Holloway, University of London ha mostrato come un particolare tipo di psicoterapia sia un trattamento accettato e promettente per le persone con mal di schiena cronico che sono anche affette da stress psicologico correlato. Il professor Tamar Pincus del Department of Psychology ha inoltre riscontrato che i pazienti preferiscono una combinazione di psicoterapia e fisioterapia in modo da affrontare sia gli aspetti psicologici sia quelli fisici legati alla convivenza con il mal di schiena.

Il dolore nella parte bassa schiena è uno dei problemi di salute più comuni e stando ai risultati di questo studio i fattori psicologici hanno un ruolo di rilievo nella gestione del dolore che accompagna questo disturbo. Avvalersi della terapia cognitivo-comportamentale contestuale sembra essere uno strumento particolarmente promettente perché riesce a spostare l’attenzione del paziente sulla capacità di accettare che il dolore non può essere curato e di imparare a vivere la vita a pieno, nonostante il dolore.

I ricercatori hanno effettuato uno studio di fattibilità su 89 pazienti con lombalgia, con l’obiettivo di verificare se la terapia cognitivo-comportamentale contestuale fosse accettata dai pazienti ed efficace nella gestione del dolore, mettendola a confronto con la fisioterapia.

I pazienti sono stati organizzati in due gruppi. Il primo si è avvalso della terapia cognitivo-comportamentale contestuale, basata sul modello uno a uno, per otto settimane e il secondo si è avvalso di fisioterapia con il ritorno ad esercizi di ginnastica e fitness di gruppo. Alla ricerca hanno partecipato persone con lombalgia da almeno tre mesi e alti livelli di stress psicologico associati al disturbo, al punto da evitare le attività quotidiane a causa di quella che è stata indicata come ‘paura evitante.’
Mal di schiena: la parola agli esperti

“Lo studio ha mostrato che la terapia cognitivo-comportamentale contestuale è ben accettata dai pazienti”, ha spiegato il professor Tamar Pincus. “E, soprattutto, è interessante notare che per molti pazienti che hanno partecipato allo studio – oltre che per molti dei medici coinvolti, sia psicologi sia fisioterapisti – il miglior trattamento è una combinazione di fisioterapia e psicoterapia”. Perché permette di affrontare sia le difficoltà fisiche sia i problemi psicologici legati al mal di schiena. Un altro importante risultato riguarda il modo in cui il disagio psicologico viene preso in carico: i pazienti preferirebbero una psicoterapia su base uno-a-uno con uno psicologo; un dato in contrasto con le attuali tendenze ad introdurre un gruppo di psicologia come attività di gruppo guidata da fisioterapisti.

“Per molti di coloro che soffrono di mal di schiena cronico lo stress psicologico è un fattore importante, di conseguenza trovare terapie efficaci è una sfida significativa”, ha aggiunto Stephen Simpson, ricercatore e direttore della charity Arthritis Research UK. “Questo studio pilota ha dimostrato che la combinazione di approcci fisici e psicologici potrebbe essere la strada da seguire per trattare in modo più efficace questa comune condizione spesso invalidante. ”

Fonte

Pincus T, Anwar S, McCracken LM, et al. Delivering an Optimised Behavioural Intervention (OBI) to people with low back pain with high psychological risk; results and lessons learnt from a feasibility randomised controlled trial of Contextual Cognitive Behavioural Therapy (CCBT) vs. Physiotherapy. BMC Musculoskeletal Disorders 2015; 16:147 doi:10.1186/s12891