
Non tutti sanno o ricordano che la melatonina è una sostanza già presente nell’organismo umano, prodotta dalla ghiandola pineale o epifisi.
Il buio stimola nell’organismo umano la sintesi e la liberazione della melatonina, che raggiunge il valore massimo tra le 2 e le 4 di notte, per poi ridursi progressivamente verso mattina. Grazie alla produzione di melatonina, sulla base dell’alternarsi della luce e del buio, viene regolato il ritmo sonno-veglia.
Un uso molto diffuso della melatonina è nell’attenuazione di quei disturbi riassunti con il termine di jet-lag (disturbi del sonno, stanchezza, ecc.) tipici di chi affronta viaggi aerei che portano ad attraversare vari fusi orari. La melatonina, non in forma ritardo, assunta tra le 22 e la mezzanotte del giorno della partenza e poi nei 3-4 giorni successivi al rientro contribuisce a ridurre la gravità e la durata dello sfasamento del proprio orologio biologico legato a queste tipologie di viaggi, ormai assai diffusi e frequenti.
La melatonina viene anche utilizzata nelle forme di insonnia, nei casi di ritardo nell’addormentamento.
