Alterazioni nei livelli di colesterolo e trigliceridi circolanti, definite più propriamente come dislipidemie, si correlano ad un aumentato rischio di sviluppo di aterosclerosi, infarto del miocardio e disturbi cerebrovascolari come l’ictus.
Il metabolismo lipidico può essere alterato in diversi modi, in relazione ad altre patologie (forme secondarie), ad anomalie genetiche o per l’interazione tra fattori predisponenti e ambientali.
Le cause delle dislipidemie sono infatti spesso multifattoriali, in molti casi modificabili con interventi sullo stile di vita (inattività fisica, fumo, cattive abitudini alimentari), o con un trattamento farmacologico appropriato.
La prevenzione si basa innanzitutto sulla scelta di uno stile di vita sano e attivo.
- 30 minuti di attività fisica al giorno, come una camminata veloce. L’attività fisica è in grado di prevenire il sovrappeso e migliorare il profilo lipidico, riducendo i trigliceridi e aumentando il colesterolo “buono” (HDL).
- Privilegiare una dieta ricca di frutta, verdure, proteine magre, con un quantitativo limitato di grassi saturi e sale.
- Mantenere il giusto peso per ridurre il rischio di insulino-resistenza, pressione arteriosa elevata e diabete.
- Evitare il fumo. Questo infatti è in grado di agire sul profilo lipidico determinando l’ossidazione delle particelle di LDL, il colesterolo cattivo principalmente responsabile dei danni vascolari. È noto come la sua sospensione determini
moltissimi benefici non solo a livello cardiovascolare. - Evitare o almeno moderare il consumo di alcol: non superare i due bicchieri di vino al giorno per gli uomini ed un bicchiere per le donne.
- Ridurre o contenere lo stress, anche con l’aiuto dell’attività all’aria aperta. Il movimento contribuisce al benessere
psicologico, riducendo ansia e depressione, favorendo uno stile di vita più equilibrato.
Fonte: G Ital Cardiol, 2016
