La colica renale è caratterizzata da un dolore acuto e intermittente che origina dalla regione renale, si irradia all’addome nella zona dell’uretere o nell’area genitale e spesso è accompagnato da nausea e vomito. Rappresenta un evento molto doloroso, spesso ricorrente: nel corso della vita un uomo ha 10-20 probabilità su 100 di sviluppare una colica renale, mentre una donna 3-5 su 100.

Il dolore è causato dalla presenza e dal transito dei calcoli renali, piccole formazioni simili a sassolini che si formano a livello renale per ipersecrezione di sali minerali e acidi urici o per una diuresi ridotta. All’interno del rene i calcoli non danno disturbi ma quando si muovono attraverso l’uretere causano un dolore fortissimo caratterizzato dall’incapacità del paziente di trovare sollievo in qualsiasi posizione.
Di norma l’intervento del medico è necessario soprattutto per alleviare, con un analgesico opportuno, i forti dolori. Se l’antidolorifico non fosse sufficiente e i sintomi dovessero persistere, il medico valuterà l’eventuale ricovero in ospedale.
Una misura efficace che può essere adottata in attesa dell’intervento del medico è quella di applicare una borsa di acqua calda sull’addome o sul fondo schiena.
La risoluzione dei calcoli di piccoli dimensioni, inferiori a 5 mm, avviene di solito attraverso espulsione spontanea che è facilitata da un’abbondante assunzione di acqua, se più grandi, dopo opportune indagini cliniche, si stabilirà il tipo di intervento.

Un’ alimentazione corretta, povera di sodio e di proteine animali, è tra i fattori più importanti per la prevenzione della calcolosi renale, in quanto la composizione delle urine è direttamente correlata alla dieta. Nel caso di soggetti affetti da calcolosi renale andrebbe attentamente studiata con l’aiuto di uno specialista. Importante è seguire anche un’attività fisica moderata e ricordarsi di bere molta acqua.

Fonte: Info Intesa