Lo studio svizzero ha provato a capire perché uomini e donne hanno un rapporto diverso con le emozioni, valutando il rapporto che si innesca tra queste, la memoria e l’attività cerebrale. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Neuroscience. In particolare, dalla ricerca emerge che le donne reagiscono più intensamente degli uomini quando guardano immagini “coinvolgenti” (sia negative sia positive) e le ricordano di più: osservando le risonanze magnetiche è stato possibile valutare le diverse aree del cervello coinvolte nelle varie reazioni e l’intensità di questa.
Le donne sono più sensibili degli uomini, dunque. E questo forse potrebbe spiegare anche perché “le donne hanno maggiori probabilità di sviluppare gravi depressioni, ansia e disturbi da stress post traumatico; tutti disturbi collegati a disfunzioni emotive”.

Sensibilità femminile: lo studio

Nel dettaglio, le donne valutano le immagini negative come emotivamente più stimolanti rispetto agli uomini e sono più propense a ricordarle. È quanto dicono i risultati dello studio su larga scala condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Basilea, che ha provato a capire il rapporto tra le emozioni, le prestazioni della memoria e l’attività cerebrale in funzione del genere.

I dati non fanno che confermare le esperienze di vita di coppia: le donne sono più sensibili degli uomini e la differenza risiede a livello neuronale. In realtà, stando allo studio, le donne reagiscono alle immagini che scatenano sensazioni intense in modo più ‘emotivo’ rispetto agli uomini. Ma la ricerca va oltre e prova a intersecare questa informazione con il fatto che le emozioni influenzano la nostra memoria: maggiore è la carica emotiva che una situazione presenta, maggiori sono le probabilità che la ricorderemo. Che relazione si innesca tra emozioni, memoria e attività celebrale? Come differisce tra uomini e donne?

Sensibilità femminile: i dati della ricerca

Le ricerca ha osservato 3.398 uomini e donne, di età compresa tra i 18 e i 38 anni. A ciascun partecipante sono state mostrate 72 immagini di diverso tipo – neutre (una casa), positive (un gattino), negative (un incidente stradale) – ed è stata chiesta una valutazione delle immagini per stabilire quanto le ritenessero positive, neutre o negative, e una definizione della specifica reazione emotiva che innescavano. I ricercatori hanno potuto constatare che le donne valutano il contenuto delle immagini emozionali – in particolare se negativo – come più stimolante sul piano emotivo rispetto agli uomini. Nel caso di immagini neutre, invece, non ci sono differenze di genere nella valutazione emotiva.

Nel successivo test di memoria è stato chiesto ai partecipanti di ricordare alcune delle immagini mostrate in precedenza. Le donne sono state in grado di ricordare più immagini significative rispetto ai colleghi maschi. Il dato sorprendete è che, nel dover ricordare, il vantaggio delle donne sugli uomini ha riguardato soprattutto le immagini positive. “Questo suggerisce che le differenze in funzione del genere nell’elaborazione emotiva e nei processi di memoria sono dovute a meccanismi diversi,” ha detto Annette Milnik, a capo della ricerca.

Infine, i ricercatori hanno potuto valutare i dati provenienti dalle risonanze magnetiche di 696 soggetti, dimostrando che il maggiore impatto che hanno immagini negative sulle donne è legato alla maggiore attività cerebrale che si registra nella corteccia motoria. “Questo risultato potrebbe sostenere la credenza comune che le donne sono emotivamente più espressive degli uomini”, ha spiegato il dottor Klara Spalek, autore principale dello studio.

Questi dati in realtà aggiungono un tassello alla comprensione delle differenze di genere nella elaborazione delle emozioni che va al di là del rapporto con le immagini, perché potrebbero aiutare a comprendere meglio le differenze di genere che caratterizzano molte malattie neuropsichiatriche. Resta da approfondire la questione se esistono o meno dei meccanismi innati di genere che possono provocare reazioni emotive di intensità diversa negli uomini e nelle donne. Se così fosse ad esempio, si spiegherebbe perché “le donne hanno maggiori probabilità di sviluppare gravi depressioni, ansia e disturbi da stress post traumatico; tutti disturbi collegati a disfunzioni emotive”.

Fonte: Spalek K, Fastenrath M, Ackermann S, et al. Sex-Dependent Dissociation between Emotional Appraisal and Memory: A Large-Scale Behavioral and fMRI Study. Journal of Neuroscience (2014) | doi: 10.1523/jneurosci.2384-14.2015