Il Rotavirus è la prima causa di gastroenterite virale in età pediatrica: si stima che ogni anno, in Italia, colpisca oltre 400 mila tra neonati e bambini al di sotto dei 5 anni.  Negli Stati Uniti e in Europa, Italia compresa, dal 2006 è disponibile un vaccino orale, eppure il nostro Paese appare ancora indietro nella prevenzione delle gastroenteriti. E sull’impatto della vaccinazione contro il Rotavirus, lo studio di nuovi vaccini contro il Norovirus e nuove cure per il Clostridium difficile se ne discute con i maggior esperti internazionali riuniti questa settimana a Lipsia al 33° Congresso ESPID e, negli stessi giorni, a Firenze al 7° Europaediatrics Congress.

Gli esperti di WAidid, in un decalogo, spiegano come prevenire e gestire con efficacia le infezioni gastroenteriche evitando brutte sorprese, soprattutto quando si è in vacanza.

Le gastroenteriti rappresentano una vera e propria emergenza sanitaria, secondo l’OMS: ogni anno, nel mondo, l’infezione da Rotavirus, la più diffusa, causa circa mezzo milione di decessi sotto i 5 anni; di questi, l’80% circa si verifica nei Paesi in via di sviluppo. Nei paesi industrializzati come l’Italia, dove la mortalità è bassa, nell’ordine di pochi casi per anno, il Rotavirus costituisce tuttavia la prima causa di ricovero per diarrea entro i 5 anni di vita.

A volte definita erroneamente “influenza intestinale”, la gastroenterite è un’infezione molto comune che riguarda lo stomaco e l’intestino ed è causata per lo più da virus come Rotavirus, che colpisce soprattutto i bambini più piccoli, e Norovirus, che colpisce anche gli adolescenti e gli adulti, o da batteri tra cui Salmonella e Clostridium difficile.

Siano esse virali o batteriche, le gastroenteriti sono caratterizzate da sintomi quali nausea, vomito, diarrea o dolori addominali.

Gastroenterite: come si trasmette?

Nei casi di gastroenteriti virali, la principale via di trasmissione del virus è quella oro-fecale, sebbene talvolta la diffusione possa avvenire anche per contatto o attraverso secrezioni respiratorie. Poiché il virus è stabile nell’ambiente, la trasmissione può avvenire attraverso l’ingestione di acqua o cibo contaminato o a causa del contatto con superfici contaminate.

La diffusione da persona a persona attraverso la contaminazione delle mani è probabilmente la più diffusa negli ambienti comunitari, per esempio negli asili nido o, in situazioni particolari, come possono essere i viaggi in crociera: portare alla bocca cibo contaminato da mani non lavate (ma anche un bicchiere, una stoviglia o una posata maneggiate da mani contaminate da virus o batteri della gastroenterite), può rappresentare un importante fattore di rischio per questo tipo di infezioni.

Gastroenterite: cosa fare?

La malattia ha un periodo di incubazione di circa due giorni, dopo i quali insorgono febbre, disturbi gastrici, vomito e diarrea per 3-8 giorni. Nella maggior parte dei casi, quando si sviluppa una forma blanda di diarrea, i malati guariscono senza alcun trattamento. Tuttavia è consigliabile assumere probiotici, ossia microrganismi, quali il Lactobacillus GG, in grado di migliorare l’equilibrio della microflora endogena.
Nei casi di diarrea acuta, la principale problematica è la disidratazione, comune soprattutto nei bambini con meno di 2 anni di età: in questo caso, l’organismo perde quantità eccessive di acqua e di sali e non riesce a ristabilirle.

I segni della disidratazione sono chiari:

  • ridotta produzione di urina
  • sete eccessiva
  • secchezza della bocca
  • sonnolenza insolita.

Non vanno utilizzati né antibiotici né farmaci antiemetici.

Vanno, però, evitate le bibite ad alto contenuto di zucchero come i succhi di frutta confezionati che potrebbero aggravare la diarrea. E’ raccomandabile, poi, non smettere di mangiare; meglio pasti piccoli, leggeri e frazionati (es. 6 pasti al giorno).

La prevenzione delle infezioni gastroenteriche si basa prevalentemente su misure igieniche e comportamentali; gli esperti di WAidid ci ricordano con un decalogo alcune semplici regole da seguire a casa e quando si è in vacanza:

  1. Lavare sempre bene le mani con acqua e sapone o un disinfettante a base di clorexidina dopo essere stati alla toilette e prima di mangiare o manipolare del cibo
  1. Porre attenzione alla conservazione dei cibi: non è consigliabile consumare carne, insalate, salse, che siano state tenute a temperatura ambiente per più di 2 ore
  1. Mantenere la temperatura del frigorifero tra 1 e 4°C
  1. Se non si è certi della provenienza, consumare la carne ben cotta ed evitare uova o salse fatte con uova crude
  1. Evitare cibi contaminati potenzialmente a rischio come ad esempio molluschi e mitili crudi
  1. Consumare solo latte pastorizzato
  1. Evitare le contaminazioni tra cibi, avendo cura di tenere separati i prodotti crudi da quelli cotti
  1. Proteggere i cibi preparati dalla contaminazione di insetti e roditori
  1. Non condividere tovaglioli, bicchieri, posate e stoviglie
  1. Quando si viaggia in zone con scarse condizioni igieniche, bere solo acqua in bottiglia, non consumare verdure crude e frutta sbucciata, evitare sempre il ghiaccio.

UFFICIO STAMPA WAidid