Ictus: quali sono le cause?

Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte nei Paesi occidentali. Tra queste troviamo l’ictus: un danno cerebrale che si verifica quando l’afflusso di sangue diretto al cervello si interrompe improvvisamente perché si ostruisce o si rompe un’arteria.

Se il flusso del sangue nel cervello è ostruito o bloccato all’interno dell’arteria si parla di ictus ischemico. Se, invece, si verifica un sanguinamento si parla di ictus emorragico o emorragia cerebrale. Gli ictus causati da ostruzione di un’arteria sono molto più comuni di quelli causati da sanguinamento, che però possono avere conseguenze più gravi e possono condurre alla morte in oltre il 50% dei casi.

Ictus: quali sono i segni e i sintomi?

I segni e sintomi che possono manifestarsi quando il cervello non riceve un flusso di sangue adeguato sono vari e molto diversi tra loro. La quantità, l’intensità e il tipo di sintomi dipendono da quale parte del cervello è coinvolta da ostruzione o da emorragia.

Alcuni dei segni comuni di ictus includono:

  • Asimmetria nelle espressioni facciali. Ad esempio, ci si accorge di avere la bocca storta o una forte asimmetria degli occhi.
  • Debolezza concentrata su un lato del corpo (un braccio, una gamba, o entrambi). Ad esempio, è importante verificare se su richiesta non si riesce a muovere (paralisi) o si muove con minor forza (paresi), un braccio o una gamba o entrambi gli arti di uno stesso lato del corpo.
  • Intorpidimento o sensazioni insolite su un lato del corpo. Ad esempio, ci si rende conto di non percepire (di sentire meno o percepire un formicolio), un braccio o una gamba o entrambi gli arti di uno stesso lato del corpo.
  • Difficoltà a parlare. Ad esempio, il discorso è impastato o su richiesta non si è in grado di ripetere una semplice frase. Oppure si percepisce fatica nel parlare sia perché non si riesce ad articolare bene le parole (disartria) sia perché non si riescono a scegliere le parole giuste o anche perché non si capisce quanto viene riferito da chi è intorno (afasia).
  • Problemi visivi. Ad esempio, se si verifica un improvviso oscuramento o perdita della vista da un solo occhio.

Ictus: cosa fare in caso di sintomi e segni?

Il tempo è il fattore più importante nel caso in cui si pensi di avere un segno o un sintomo che sia riconducibile all’Ictus: tanto più velocemente si arriva in ospedale, maggiori sono le possibilità di recupero.
Proprio per questo motivo è determinante chiamare un’ambulanza nel caso si verifichino i segni premonitori descritti, senza aspettare per vedere se questi migliorano da soli.
Inoltre, è molto importante registrare il momento esatto in cui cominciano a manifestarsi i primi sintomi, in modo da poter procedere con una eventuale terapia farmacologica che funziona e può essere somministrata solo durante le prime ore che seguono un ictus.

Le conseguenze dell’ictus

Le conseguenze che un ictus, sia ischemico sia emorragico, può comportare dipendono dalla parte del cervello interessata. Dopo un ictus una persona può avere problemi che riguardano il movimento, per una paralisi degli arti di un lato del corpo, il  linguaggio o il ragionamento. Questi deficit, a seconda della gravità, possono avere un impatto significativo sulla qualità di vita di una persona, proprio per questo è opportuno ricordare che la riabilitazione tempestiva e costante, può fare molto per il recupero funzionale nel tempo.

Quali sono le condizioni che aumentano il rischio di avere un ictus?

Sono molti i fattori che incidono sul rischio di ognuno di avere un ictus. Questi fattori di rischio cardiovascolare si suddividono in modificabili e non modificabili.

I fattori di rischio non modificabili, ovvero quelli su cui non possiamo intervenire, sono l’età, il sesso maschile e la familiarità per malattie cardiovascolari. I fattori di rischio modificabili sono quelli su cui ciascuno di noi può intervenire riducendoli e comprendono:

  • pressione alta: ovvero il riscontro di valori elevati di pressione arteriosa alla misurazione.
  • Aumento dei livelli di colesterolo nel sangue (ipercolesterolemia): il colesterolo, normalmente presente nel sangue, può essere presente in quantità eccessive. Maggiore è la sua quantità, più alto è il rischio che si depositi nelle pareti delle arterie.
  • Il diabete: ovvero il riscontro di valori elevati di glicemia nel sangue. Anche il diabete se non controllato può favorire l’aterosclerosi, aumentando il rischio cardiovascolare.
  • Il fumo di sigaretta: l’abitudine a fumare è sicuramente un fattore di rischio importante. La nicotina accelera il battito cardiaco e il monossido di carbonio diminuisce la quantità di ossigeno nel sangue, favorendo lo sviluppo dell’aterosclerosi.
  • Un ritmo cardiaco anormale, chiamato fibrillazione atriale.
  • La mancanza di attività fisica nelle proprie abitudini di vita.
  • L’obesità.

Mantenere uno stile di vita sano e seguire le prescrizioni mediche, ove presenti, abbasserà sicuramente il vostro rischio di ictus. Al proposito non perdete il prossimo approfondimento Ictus: stili di vita per una corretta prevenzione.

Fonte

  • Jill Jin. Warning Signs of a Stroke. 2014;311(16):1704. doi:10.1001/jama.2014.2296
  • SIIA – Società Italiana Italiana per l’Ipertensione