La World Stroke Organization ha deciso di dedicare la Giornata Mondiale dell’Ictus cerebrale (che si celebra ogni anno il 29 ottobre e promossa in Italia dalla Federazione A.L.I.Ce. Italia Onlus) alle donne e alla necessità che si diffondano maggiori informazioni su prevenzione, fattori di rischio e cure appropriate più specifiche per il genere femminile.
Perché la donna è al centro?
Il 43% degli ictus colpisce le donne. Il 61% delle morti per ictus riguarda le donne.
L’ictus uccide il doppio del tumore al seno e si calcola che 1 donna su 5 avrà un ictus nell’arco della sua vita (per gli uomini 1 su 6).
Anche sul fronte dei fattori di rischio, le cattive notizie non mancano: il fumo e il diabete sono più pericolosi per le donne che per gli uomini. Il danno prodotto da una sigaretta in una donna equivale a quello prodotto da 5 sigarette nell’uomo. Il diabete moltiplica il rischio di malattie vascolari da 3 a 5 volte nella donna.
Una corretta prevenzione passa per uno stile di vita sano
La buona notizia viene dalla Svezia, dove un prolungato studio di follow-up ha dimostrato che attenersi a cinque regole di un sano stile di vita (riduce del 54% il rischio di ictus nelle donne). Le cinque regole sono:
- Non fumare
- Bere con moderazione
- Mantenere il giusto peso
- Fare regolarmente esercizio fisico
- Mangiare equilibrato
“Se a queste 5 regole”, prosegue il Professor Inzitari, “aggiungiamo la consapevolezza del proprio profilo di rischio e semplici controlli periodici, otteniamo una riduzione del rischio davvero notevole: 9 ictus su 10 potrebbero essere evitati”.
“L’ictus”, conclude il Professor Inzitari, “colpisce all’improvviso, ma si prepara la strada molto tempo prima. Per questo si raccomandano controlli pressori e stili di vita salutari fin dall’adolescenza”.
Perché l’ictus predilige le donne?
Nel febbraio 2014, la più importante istituzione americana per il controllo delle malattie vascolari, l’American Heart and Stroke Association, ha emanato delle linee-guida per la prevenzione dell’ictus nelle donne.
“Per la prima volta nella storia della medicina”, ha dichiarato il Professor Domenico Inzitari, Responsabile Stroke Unit Ospedale Careggi di Firenze e Professore in Neurologia presso il Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Firenze, “si è ritenuto di rivolgersi esclusivamente alle donne, perché la loro battaglia contro l’ictus è diversa da quella degli uomini. Come si è giunti a questo? Negli ultimi dieci anni si sono accumulate evidenze scientifiche su quanto, come e perché l’ictus prediliga il sesso femminile”.
Inoltre, è stato dimostrato come fattori esclusivamente femminili (ormoni, gravidanza, parto, menopausa) agiscano a breve, medio e lungo termine aumentando il rischio di ictus lungo l’arco dell’intera vita della donna:
- Durante la gravidanza il rischio di ictus è aumentato del 30%. Gravidanza complicata da pre-eclampsia (sviluppo di ipertensione arteriosa e lieve compromissione della funzione renale nell’ultimo trimestre). Il rischio di ictus è molto elevato durante la gestazione e il parto, ma non solo: il rischio di ictus raddoppia e quello di sviluppare ipertensione quadruplica per tutto il resto della vita. Dunque la pre-eclampsia si deve considerare un importante fattore di rischio ben oltre il parto.
- Anticoncezionali orali e terapia ormonale post-menopausale. Non si deve procedere con questi farmaci in caso di donne fumatrici, perché il rischio di ictus raddoppia.
- Emicrania con aura (un tipo particolare di emicrania preceduta da sintomi neurologici). È più frequente nelle donne e aumenta il rischio di ictus specie se associata al fumo di sigaretta.
- Fibrillazione atriale. Si tratta di un’aritmia cardiaca piuttosto frequente nella popolazione. Le donne ne sono maggiormente affette, in particolare in età anziana. Aumenta di 5 volte il rischio di ictus e si raccomanda a tutte le donne dai 75 anni in poi di eseguire ogni anno un elettrocardiogramma di controllo e/o di utilizzare misuratori di pressione che rilevino la Fibrillazione Atriale.
Ufficio Stampa A.L.I.Ce. Italia Onlus
