Settembre è il Mese Mondiale dell’Alzheimer, l’occasione per una campagna internazionale che serve a creare più consapevolezza sulla malattia e combattere lo stigma che la circonda. Ricordati di me è il tema della campagna di quest’anno che culmina il 21 settembre nella Giornata Mondiale dell’Alzheimer.

L’obiettivo è quello di creare una consapevolezza comune e condivisa sulle difficoltà che chiunque convive con questa malattia deve affrontare, riunendo famiglie, medici, ricercatori, associazioni di Alzheimer, istituzioni sanitarie, aziende pubbliche di servizi alla persona per raccogliere e rispondere ai bisogni di malati e familiari.

Perché è importante parlare di Alzheimer?
Quella di Alzheimer è la demenza senile più comune, caratterizzata da un progressivo declino della memoria e di altre funzioni cognitive, dovuto ad una alterazione delle funzioni cerebrali con perdita di cellule nervose nelle aree cerebrali funzionali a queste attività.
Guardiamo ai numeri: si stima che i malati di Alzheimer e di altre demenze siano oggi nel mondo 36 milioni, 1 milione in Italia. La demenza di Alzheimer riguarda il 5% delle persone con più di 60 anni, a fronte di una stima per la demenza generale dopo i 65 anni intorno al 7%. In Italia gli ammalati di Alzheimer sono circa 500mila. Accanto al numero significativo di pazienti va aggiunta una considerazione: l’Alzheimer non colpisce solo i malati, ma anche i loro famigliari e coloro che li assistono.

Alzheimer: come funziona la malattia?
La malattia di Alzheimer:

  1. colpisce soprattutto la memoria e le funzioni cognitive.
  2. Si ripercuote sulla capacità di parlare e di pensare.
  3. Può causare anche stati di confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale.

Il decorso è lento e in media i pazienti possono vivere fino a 8-10 anni dopo la diagnosi della malattia: spesso dopo un inizio in cui il paziente che ne soffre comincia a dimenticare le cose, si arriva al punto di non riconosce nemmeno i familiari e ha bisogno di supporto per le attività quotidiane più semplici

Il paziente può inoltre avere gravi perdite di memoria, essere disorientato di fronte a tempo, persone e luoghi, porre spesso le stesse domande, perdersi in posti che conosce ed non essere capace di seguire indicazioni semplici e precise, arrivare a trascurare la propria sicurezza, l’igiene e la nutrizione.

Alzheimer: l’importanza di una diagnosi tempestiva

La diagnosi precoce di Alzheimer è fondamentale perché consente di trattare alcuni sintomi della malattia e permette al paziente di partecipare alla pianificazione del suo futuro, quando ancora è in grado di prendere decisioni.
Una diagnosi certa di Alzheimer passa per l’identificazione delle placche amiloidi nel tessuto cerebrale, che è possibile solo con l’autopsia. Di conseguenza durante il decorso della malattia è possibile fare una diagnosi di Alzheimer possibile o probabile, utilizzando alcuni test che permettono al medico di escludere altre possibili cause con sintomi simili (diagnosi differenziale) – problemi di tiroide, reazioni avverse a farmaci, depressione, tumori cerebrali, ma anche malattie dei vasi sanguigni cerebrali. Gli strumenti per una corretta diagnosi differenziale:

  • Esami clinici: sangue, urine o liquido spinale.
  • Test neuropsicologici per valutare la memoria, la capacità di risolvere problemi, il livello di attenzione, la capacità di contare e di dialogare.
  • Tac cerebrali per identificare possibili segni di anormalità.

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Fonte

World Alzheimer Report 2015. The global impact of dementia – World Alzheimer Report 2015. London: Alzheimer’s Disease International (ADI), 2015.