Convincere i bambini a mangiare più frutta e verdura? Secondo i ricercatori dell’European project HabEat (2010-2014), un progetto che ha coinvolto 4 paesi europei, si può. Il periodo chiave per gettare le basi è la prima fase dello svezzamento.
Il progetto di HabEat ha provato a capire cosa è determinante nella formazione delle abitudini alimentari usando due approcci distinti, uno di tipo epidemiologico, l’altro di tipo sperimentale.
Cosa è emerso dall’analisi dei dati raccolti? Sicuramente che i primi due anni di vita sono di estrema importanza per quanto riguarda lo sviluppo di comportamenti alimentari nei bambini: il periodo chiave sembra essere la fase dello svezzamento in cui vengono introdotti cibi solidi.
I ricercatori hanno osservato 18.000 coppie mamma-bambino, dalla nascita almeno fino ai 4 anni di età, in alcuni casi fino ai 6 anni, concentrandosi in particolare su cosa poteva influenzare la frequenza del consumo di frutta e verdura, in diversi momenti cruciali dello svezzamento: un momento centrale in cui le mamme aiutano i loro bambini ha costruire un repertorio degli alimenti.
La grossa mole di dati analizzati ha offerto uno spaccato delle pratiche di svezzamento più diffuse in 4 paesi europei Francia, Portogallo, Grecia e Spagna.
La parte sperimentale del progetto ha compreso due step.
- Il primo si è concentrato principalmente sui meccanismi chiave di apprendimento dei bambini a partire dall’inizio dello svezzamento (circa 6 mesi) fino ai 3 anni di età.
- Il secondo ha studiato diverse strategie volte ad aumentare il consumo di verdura oltre 3 e fino a 6 anni di età.
E in pratica?
- L’allattamento al seno prolungato si associa ad una maggiore frequenza nel consumo di frutta e verdura nelle fasi successive dell’infanzia.
- Introdurre passati di verdure (varie) durante lo svezzamento facilita nel breve e medio termine l’accettazione e la curiosità verso verdure nuove.
- Per convincere anche i bambini più ‘schizzinosi’ a mangiare le verdure è utile introdurne sempre di nuove. Di contro, riproporre ripetutamente verdure già note ai bambini (tra 3 e 6 anni) non è allo stesso modo efficace per favorirne il consumo.
- A rafforzare il concetto precedente: è più difficile incrementare il consumo di una verdura già familiare nei bambini più grandi (da 3 a 6 anni). Una strategia che sembra funzionare è quella di lasciare al bambino la possibilità di scegliere tra due verdure.
- Anche con i più piccoli, già a partire dai 3 anni di età, meglio non cedere alla richiesta di spuntini appetitosi e poco salutari (leggi snack & Co) subito prima o subito dopo un pasto. Questo fa aumentare l’apporto energetico totale, esponendo il bambino al rischio futuro di essere in sovrappeso.
A cosa servono questi risultati? HabEat è un progetto importante che muove qualche passo in avanti verso la comprensione di come i comportamenti alimentari e le preferenze si formino già nella primissima infanzia. Sulla base dei risultati ottenuti è stata redatta una guida rivolta ai genitori.
Ma non solo: i risultati sono stati tradotti in raccomandazioni rivolte ai professionisti della prima infanzia, ai pediatri, ai decisori responsabili delle politiche nutrizionali, industriali e agroalimentari.
A cura di Norina Wendy Di Blasio
