Inserire giardinaggio tra le attività didattiche significa spingere i bambini naturalmente ad un maggiore consumo di frutta e verdura. Sono i risultati di una ricerca dell’Università di Coventry, presentati l’8 maggio 2014 in occasione della conferenza annuale della British Psychological Society che si è tenuta a Birmingham.

Cosa ci dicono i dati? 46 bambini di 9 e 10 anni hanno preso parte ad un programma di 12 settimane per fare giardinaggio a scuola. Oltre anlla cura e alla realizzazioe del giardino scolastico, il programma prevedeva lezioni di cucina, coltivazione delle piante (scienze) e scrittura (lettere); 31 ragazzi di un’altra scuola sono stati utilizzati come gruppo di controllo.

Prima e dopo il programma è stato chiesto ai ragazzi di compilare un questionario sulle loro abitudini alimentari ed è stato valutato il loro indice di massa corporea (IMC).

La buona notizia? Per i ragazzi che hanno partecipato al progetto c’è stata un impennata nei consumi di frutta e verdura: con più 26%!

Secondo Michael Duncan, a capo della ricerca: “sembra che incoraggiare i ragazzi a toccare con mano i benefici di un’alimentazione più salutare attraverso dei progetti integrati alla didattica abbia un peso nel favorire buone pratiche”.

Una riflessione: portiamo gli orti e i giardini nelle scuole, provando a valutare meglio anche gli effetti nel lungo periodo. Ad esempio, valutando la possibilità di prolungare l’esperienza: semina, raccolto, mercatini, ricette, ricettari…

A cura di Norina Wendy Di Blasio

Fonte: Michael Duncan, Elizabeth Bryant, Neil Clarke, Samantha Birch all from the Coventry University and Vicki Staples, University of Derby. ‘‘The impact of a school-based gardening intervention on intentions and behaviour related to children’s fruit and vegetable consumption.” The British Psychological Society annual conference, 7 – 9 May 2014, Birmingham International Convention Centre.