Il cuore delle donne: l’appello European Society of Cardiology (ESC)

Le malattie cardiovascolari uccidono il 51% delle donne in Europa e il cancro al seno il 3%: in controtendenza rispetto all’errata percezione che quelle del cuore siano malattie che riguardano gli uomini. Il richiamo all’attenzione per le donne a ridurre il loro rischio cardiovascolare arriva direttamente European Society of Cardiology (ESC): un regalo prezioso in occasione della festa della donna.

Secondo la dottoressa Susanna Price, portavoce dell’ESC e cardiologa presso il Royal Brompton Hospital di Londra: “le patologie cardiovascolari sono ancora ampiamente considerate un problema maschile, così come il cancro al seno è comunemente percepito come un problema delle donne. Tuttavia, le patologie cardiovascolari sono il principale assassino delle donne in Europa”.

Il rischio cardiovascolare nelle donne tende ad essere sottovalutato sia dal pubblico sia dai professionisti, a causa della percezione che gli estrogeni possano proteggerle per sempre. In realtà ritardano solo l’insorgenza di queste malattie di 10 anni. Il risultato è che i fattori di rischio sono trascurati, rendendo le donne più vulnerabili ad infarto, insufficienza cardiaca e morte cardiaca improvvisa nel momento in cui la protezione esercitata dagli estrogeni si affievolisce dopo la menopausa“.

Il cuore delle donne: miti e fatti

I dati dicono che in Europa:

  • Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nelle donne
  • Le malattie cardiovascolari sono responsabili del 51% delle morti nelle donne e del 41% delle morti negli uomini
  • Le malattie cardiovascolari uccidono il 51% delle donne e il tumore al seno il 3%
  • Il rischio è più alto nelle donne fumatrici perché metabolizzano la nicotina più velocemente, in particolare se utilizzano contraccettivi ormonali
  • Il diabete di tipo 2 raddoppia il rischio cardiovascolare negli uomini ma lo triplica nelle donne
  • Le probabilità di avere una disabilità grave dopo un ictus è maggiore nelle donne rispetto agli uomini

“Un altro motivo che spiega perché le patologie cardiovascolari sia poco riconosciute e poco trattate nelle donne è legato al fatto che possono avere sintomi atipici”, ha spiegato la dottoressa Price. “Invece di dolore al petto, le donne che hanno un infarto possono avvertire nausea/vomito, mancanza di respiro, dolore alla mandibola, affaticamento, palpitazioni, sincope (svenimento) o arresto cardiaco. Non appena i sintomi di un attacco di cuore si presentano devono tempestivamente chiamare un’ambulanza o recarsi in pronto soccorso.”

Per quanto riguarda l’ictus i sintomi includono

  • intorpidimento improvviso
  • debolezza del viso, del braccio e /o delle gambe, soprattutto concentrati su un lato del corpo
  • improvvisa confusione
  • difficoltà a vedere
  • vertigini
  • improvviso mal di testa senza causa specifica.

Inoltre, gli effetti delle malattie cardiovascolari sono peggiori nelle donne. Le donne hanno maggiori probabilità di presentare una disabilità grave dopo un ictus rispetto agli uomini, e anche se ricevono maggiore beneficio dalla trombolisi, ricevono questo trattamento meno spesso rispetto agli uomini. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che i farmaci sono più efficaci 3-6 ore dall’inizio dei sintomi, mentre le donne sono meno propense degli uomini a raggiungere l’ospedale entro questo lasso di tempo.

Rispetto agli uomini, le donne conoscono meno i fattori di rischio e tendono a partecipare meno ai programmi di screening. “In comune con gli uomini”, ha aggiunto la Price, “le donne possono ridurre il rischio smettendo di fumare, facendo più esercizio fisico, mantenendo un peso corporeo nella norma, controllando i valori della loro pressione sanguigna e del colesterolo e sottoponendosi a terapia se i livelli sono alti.”

Infine, non esiste ancora una sperimentazione sui farmaci che sia attenta al genere. Nonostante siano esposte ad un rischio più elevato, le donne hanno minori probabilità di ricevere terapie che siano state sperimentate tenendo conto delle differenze di genere, rispetto agli uomini.

Ma perché serve fare una sperimentazione sui farmaci che sia attenta alle differenze di genere? Le donne possono rispondere in modo diverso alle terapie perché hanno livelli ormonali diversi, un peso corporeo più basso a fronte di una maggiore percentuale di grasso corporeo. Per fare un esempio su tutti: l’aspirina riduce il rischio di ictus ma non influenza il verificarsi di infarto miocardico nelle donne, mentre negli uomini riduce il rischio di infarto miocardico con un aumento del rischio di ictus non significativo. “In molti casi”, spiega Price, “la sicurezza e l’efficacia delle terapie nelle donne sono sconosciuti perché i trattamenti sono stati testati soprattutto sugli uomini. Sono ancora oggi necessari studi clinici che includono solo le donne e/o proporzioni più eque di entrambi i sessi”.

Partiamo da una certezza: le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nelle donne, che non pensano il problema le riguardi. Allora donne: smettere di fumare, fare sport, mantenere un peso normale, controllare pressione e colesterolo… sono le cose da fare per ridurre il vostro rischio morire di infarto e ictus.

Fonte
Cardiovascular disease kills 51% of women in Europe and breast cancer kills 3%. CVD is the top cause of death in women. ESC Press Releases, 05.03.2015