Una persona che fuma, beve troppo alcol, non fa attività fisica e non segue una dieta sana ha un rischio di mortalità due volte e mezzo più alto rispetto ad una persona attenta alla sua salute. Sono queste le conclusioni a cui giunge uno studio dell’Institute of Social and Preventive Medicine (ISPM) dell’University of Zurich che documenta per la prima volta l’impatto dei fattori comportamentali sull’aspettativa di vita.
Un’anticipazione: il fumo è la cattiva abitudine che incide di più nell’abbassare l’aspettativa di vita.
Cambiare i nostri comportamenti per vivere di più
Dal momento che le malattie cardiovascolari, i tumori, il diabete e le malattie respiratorie croniche sono tra le malattie non trasmissibili la cui incidenza è in costante crescita nei paesi industrializzati, la ricerca ha voluto porre l’attenzione sui principali fattori di rischio per queste malattie che dipendono dai comportamenti personali – come l’abitudine al fumo, una dieta non equilibrata, l’inattività fisica e il consumo eccessivo di alcol.
Lo studio ha valutato come questi fattori presi singolarmente o combinati tra loro incidono sulla nostra aspettativa di vita dicendo chiaramente che se ci liberiamo delle cattive abitudini guadagnamo anni di vita.
Cosa ci dice la ricerca?
Semplicemente risponde alla domanda “quanto posso sperare di vivere se continuo così?”. Lo fa con una risposta precisa e quantificando le conseguenze delle nostre cattive abitudini.
Il dato più eclatante vede le quattro cattive abitudini combinate assieme: una persona che fuma, beve troppo alcol, non fa attività fisica e non segue una dieta sana ha un rischio di mortalità due volte e mezzo più alto rispetto ad una persona attenta alla sua salute.
Per metterla in termini positivi, e usando le parole semplici di Eva Martin-Diener, a capo della ricerca: “uno stile di vita sano ti regala dieci anni di vita”.
Ma vediamo i numeri… Lo studio ha analizzato i dati della Swiss National Cohort (SNC), con un focus sulle malattie cardiovascolari e il cancro, ovvero le due principali cause di morte in Svizzera.
I ricercatori sono riusciti a correlare i dati sul consumo di tabacco, il consumo di frutta, l’attività fisica e il consumo di alcol relativi a 16.721 partecipanti – di età compresa tra i 16 ei 90 tra il 1977-1993 – con le morti corrispondenti fino al 2008.
“L’effetto di fattori di rischio individuali sull’aspettativa di vita è abbastanza alto”, spiega Eva Martin-Diener.
In particolate, l’abitudine al fumo sembra essere la più dannosa: i fumatori hanno il 57% di probabilità in più di morire prima al confronto con i non fumatori. L’impatto di una dieta poco sana, della poca attività fisica e dell’abuso di alcol sul rischio di una mortalità più precoce è del 15 per cento, per ogni fattore.
Attenzione agli effetti, che si vedono dopo
Uno stile di vita poco sano non sempre ha effetti immediati, ma possiamo essere certi dei danni nel lungo periodo.
Se una combinazione di abuso di alcol e sigarette con la scarsa attività fisica e una dieta poco bilanciata ha uno scarso effetto sulla mortalità nella fascia di età tra i 45 e i 55 anni, l’effetto diventa sostanziale tra i 65 e i 75 anni.
Raggiunti i 75 anni, la probabilità di un uomo di sopravvivere altri dieci anni è del 67 per cento in assenza di cattive abitudini (ma scende al 35 per cento se si cede al richiamo di vizi e pigrizia); questa aspettativa di vita coincide con quella di un fumatore che non fa moto, mangia male e beve troppo, ma di dieci anni più giovane.
Per una donna di 75 anni la probabilità di sopravvivere nei dieci anni successivi è del 47 (se ci sono cattive abitudini) e 74 (se ci si prende cura della propria salute) per cento.
A cura di Norina Wendy Di Blasio
Fonte
Diener M, Meyer J, Braun J, et al. The combined effect on survival of four main behavioural risk factors for non-communicable diseases. Preventive Medicine 2014. DOI: 10.1016/j.ypmed.2014.05.023
