L’alterazione della flora microbica vaginale e l’aumento del pH locale costituiscono la principale causa dello sviluppo di infezioni comunemente note
come vaginiti. Si tratta di infiammazioni la cui natura può variare a seconda del tipo di microrganismo patogeno che ne è responsabile.
- La vaginosi batterica è caratterizzata da secrezioni vaginali bianco grigiastre, dall’odore particolarmente intenso;
- la candidosi è causata dal fungo Candida Albicans e si distingue per la comparsa di muco bianco e denso, inodore. È accompagnata da prurito frequente e irritazione.
Uno screening primario per l’identificazione del tipo di infezione consiste nell’utilizzo di test (strisce) per la misurazione del pH vaginale.
- Nel caso di candidosi vaginale sono indicate preparazioni a base di farmaci (es. fluconazolo, miconazolo, clotrimazolo…) da somministrare per via intravaginale (creme, ovuli);
- ripopolare la flora batterica vaginale è utile per coadiuvare il trattamento e prevenire un’infezione. A tal scopo, è possibile ricorrere all’utilizzo di formulazioni a base di probiotici da assumere per via orale o da applicare in sede vaginale;
- Talvolta la causa del problema risiede dove proprio non ci si aspetta! Un corretto approccio deve tener conto infatti della possibile implicazione di una disbiosi intestinale nello sviluppo di vaginiti. Mantenere in costante equilibrio il proprio microbiota intestinale consente di prevenire una possibile conseguente alterazione della flora microbica vaginale, con le rispettive complicazioni.
- è buona prassi indossare biancheria intima comoda, non sintetica e se necessario preferire l’utilizzo di assorbenti in cotone: in questo modo si evita l’aumento locale di temperatura e umidità, fattori che favoriscono la crescita di batteri e miceti come Candida albicans.
