La sedentarietà rappresenta un fattore di rischio per molte patologie dell’età adulta. Come ben sottolinea il Ministero della Salute, è fondamentale abituare i bambini fin dalla prima infanzia ad un sano movimento, che inizialmente può essere un gioco all’aria aperta, una passeggiata, una corsa in bicicletta per trasformarsi poi con la crescita anche in un’eventuale pratica sportiva.
L’attività fisica è parte di un processo educativo, aiuta non solo lo sviluppo armonico del corpo ma è fondamentale per socializzare con i compagni, per una buona crescita psicologica e per imparare ad affrontare e gestire le difficoltà.
Considerando la predisposizione del piccolo, la famiglia è direttamente coinvolta (assieme al pediatra se sono presenti problemi di postura o altro) nella scelta di un’attività da praticare costantemente.
Fino ai 7-8-anni sarebbe opportuno che il bambino praticasse sport completi come il nuoto o la ginnastica che coinvolgono in maniera bilanciata diversi muscoli e apparati: ormai da diversi anni, molte piscine organizzano corsi di acquaticità già dai primi mesi di vita dei piccoli.
Gli sport asimmetrici come il tennis, la scherma ecc. che sollecitano un arto in particolare sono consigliati dopo i 6 anni e vanno compensati con una ginnastica riequilibrante.
Gli sport collettivi (calcio, pallavolo, pallacanestro ecc.) favoriscono lo spirito di squadra, la collaborazione, la socializzazione e costituiscono un’esperienza sempre significativa per condividere e interagire con i compagni.
L’attività agonistica è da preferire dopo i 10-12 anni.
Ciò che conta quindi è l’importanza di abituare i bambini “ad usare muscoli e corpo” per correre, saltare, pedalare, che sia per gioco o per attività sportiva!
Fonte: http://www.salute.gov.it/
