Bruciore di stomaco, senso di pesantezza dopo i pasti, difficoltà digestive e dolore nella parte alta dell’addome sono disturbi molto comuni e possono infatti essere legati a condizioni
differenti e non sempre sono dovuti a un’eccessiva produzione di acido, definita spesso come “gastrite”. Imparare a distinguere le diverse manifestazioni è importante per affrontare il disturbo nel modo più appropriato e capire quando invece è necessario rivolgersi al medico.
La gastrite è un’infiammazione della mucosa dello stomaco che può avere diverse cause. Tra le più comuni vi sono l’infezione dal batterio Helicobacter pylori e l’assunzione di alcuni farmaci, in particolare gli antinfiammatori non steroidei (FANS), che possono danneggiare la mucosa gastrica soprattutto se utilizzati frequentemente o per periodi prolungati. Può manifestarsi con dolore o bruciore, nausea e una generale sensazione di fastidio a livello dello stomaco, tuttavia, quando i disturbi persistono è opportuno individuarne la causa attraverso una valutazione medica.
Tra i disturbi più frequenti dell’apparato digerente troviamo anche la dispepsia, comunemente detta “cattiva digestione” o “digestione difficile”. Si tratta di un insieme di sintomi che possono comprendere senso di eccessiva pienezza dopo i pasti, sazietà precoce, dolore o bruciore nella parte alta dell’addome. Le Linee guida italiane sulla dispepsia funzionale sottolineano l’importanza di valutare attentamente le caratteristiche dei sintomi e la loro evoluzione, poiché manifestazioni apparentemente simili possono avere origini differenti, ad esempio infezione da Helicobacter pylori.
Un’altra causa molto comune di disturbi digestivi è la malattia da reflusso gastroesofageo. Si verifica quando il contenuto dello stomaco risale verso l’esofago, provocando il caratteristico bruciore (pirosi) che può essere avvertito dietro lo sterno e risalire verso la gola, con la percezione di un sapore acido o amaro in bocca. I disturbi possono comparire o accentuarsi soprattutto dopo pasti abbondanti e quando ci si sdraia poco dopo aver mangiato, o durante la notte. Le Linee Guida Italiane raccomandano un approccio iniziale basato sulla valutazione dei sintomi e, quando indicato dal medico, l’utilizzo di farmaci in grado di ridurre la produzione di acido gastrico, come gli inibitori della pompa protonica (IPP).
Nella maggior parte dei casi, un disturbo digestivo occasionale non deve destare preoccupazione. Alcune semplici abitudini possono contribuire a limitare i disturbi, tra cui:

  • evitare pasti eccessivamente abbondanti e consumarli con calma;
  • in caso di reflusso evitare di coricarsi immediatamente dopo aver mangiato e individuare gli alimenti o le bevande che, nel singolo individuo, sembrano favorire maggiormente i sintomi;
  • ridurre l’utilizzo dei FANS, possono irritare la mucosa gastrica e causare problemi gastrointestinali.

Ascoltare il proprio organismo e riconoscere i segnali che richiedono il parere del medico, come vomito, perdita di peso o sanguinamenti, non sottovalutare i sintomi persistenti e utilizzare i medicinali in modo appropriato, aiutano a gestire meglio i disturbi digestivi e prendersi cura della propria salute.

Fonti:
Italian guidelines for the diagnosis and management of gastro-esophageal reflux disease. Digestive and Liver Disease.
Management of Helicobacter pylori infection: the Maastricht VI/Florence Consensus Report. Gut.
ACG Clinical Guideline: Treatment of Helicobacter pylori Infection. American Journal of Gastroenterology.