Le infezioni delle vie urinarie rappresentano una delle più comuni forme di infezione batterica. Coinvolgono principalmente le donne, circa un terzo ne è colpita entro i 25 anni e oltre la metà soffre di almeno un episodio durante la vita. La caratteristica più rilevante di queste infezioni è la loro ricorrenza, sono infatti frequenti gli episodi di recidive. Si manifestano soprattutto a livello delle basse vie urinarie, in particolare della vescica (cistiti). La presenza di febbre rappresenta un segnale d’allarme e può significare un coinvolgimento dei reni (pielonefrite). La maggior parte delle infezioni alle vie urinarie è causata dalla normale flora intestinale (principalmente Escherichia Coli) che penetra nel tratto urinario e migra verso la vescica, invadendo l’urotelio, determinando la risposta infiammatoria responsabile della sintomatologia.
Per le donne i principali fattori di rischio sono rappresentati da:

  • Caratteristiche anatomiche. L’uretra femminile è più corta di quella maschile e quindi più accessibile ai patogeni.
  • Attività sessuale, che può rappresentare una maggiore fonte di infezioni.
  • Utilizzo di dispositivi intrauterini come diaframma o comunque l’uso di spermicidi.
  • La menopausa, per motivi fisiologici (es. variazioni del pH vaginale) o meccanici, che compromettono la normale funzione della vescica (es. prolassi, incontinenza…).

Altre condizioni generali che possono aumentare il rischio di infezione alle vie urinarie sono le seguenti:

  • Utilizzo di cateteri, che a lungo termine possono infatti portare allo sviluppo di un biofilm, intorno alla parte esterna del catetere stesso e sull’uroepitelio, che funge da protezione per i batteri che vi penetrano.
  • Alterazioni della flora intestinale, ad esempio in seguito a terapie antibiotiche.
  • Presenza di patologie che impattano sul tratto urinario come calcolosi renale e ipertrofia prostatica.
  • Diabete, a causa di alterazioni al sistema immunitario e per l’impatto sulla motilità urinaria.

È comune il ricorso ad antibiotici per combattere questo tipo di infezione, tuttavia il loro uso frequente, soprattutto nelle cistiti ricorrenti, può portare a disbiosi intestinali e vaginali oltre che a incrementare il preoccupante fenomeno delle resistenze batteriche.

In ambito di fitoterapia, un importante aiuto arriva dall’utilizzo del mirtillo rosso, detto anche mirtillo americano o cranberry. Si tratta di un piccolo arbusto originario del Nord America, il cui frutto contribuisce alla normale funzionalità delle vie urinarie.

Fonti: Inquadramento clinico e gestione dei disturbi minori in farmacia – Sifac
https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/urinary-tract-infection/symptoms-causes/syc-20353447 Loubet P et Al.- Front Microbiol. , 2020 Jul Fu Z, Liska D, Talan D, Chung M.-. J Nutr., 2017 Dec