Gran parte dei bambini impara a controllare volontariamente la propria vescica all’età di 2-3 anni, le femmine prima dei maschi, con una variabilità da 0,8 a 5,2 anni, che dipende dalle condizioni sociali e culturali. Dopo i cinque anni d’età se gli episodi di pipì a letto non scompaiono, sono frequenti e durano per almeno tre mesi, si parla di enuresi, un disturbo, non una malattia, che si stima colpisca oltre un milione di bambini e adolescenti tra i 5 e i 14 anni e che in alcuni casi può trascinarsi anche oltre.
La pipì a letto non è un problema strettamente psicologico, come spesso si crede. Predisposizione famigliare, carenza e sfasamento del ritmo circadiano nella produzione dell’ormone antidiuretico, difficoltà nel controllo della vescica, iperattività della vescica, infezioni delle vie urinarie possono essere tra le cause alla base dell’enuresi. Lo stress è un fattore scatenante in bambini predisposti.
È importante parlarne: il bambino spesso si vergogna, è frustrato, può aver problemi di autostima, dorme poco o male.
D’aiuto può essere anche una corretta idratazione con regolarità durante il giorno. Se educhiamo i bambini a bere durante il giorno aiutiamo le loro vesciche ad allargarsi e le alleniamo con una sorta di fisioterapia naturale.
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